Manutenzione e cura della Great Highland Bagpipe

Drones

 

La Great Highland Bagpipes è uno strumento prezioso. Acquistarlo significa investire un bel po' di denaro, nello strumento, nelle ance, nell'istruzione, magari nel contorno di accessori anche di abbigliamento che vogliamo vestire per completare la nostra immagine di pipers.

A dispetto di molte parti ormai sintetiche, il "cuore" della nostra bagpipe batte ancora nel legno nero, stagionato, duro, oleoso, che è l'African Blackwood.
Questa essenza pregiata è stata conservata per lunghi anni nel magazzino di stagionatura del costruttore della nostra bagpipe. Lunghi anni in cui il legno si è stabilizzato, assorbendo infiniti cicli di caldo e di freddo delle stagioni scozzesi, respirando l'umidità delle Highlands, la relativa salsedine del mare mai troppo lontano, prima di subire la violenza del tornio che ha trasformato quei pezzi grezzi e opachi in stupendi drones e chanters istoriati e ornati di lavorazioni preziose che hanno assorbito la fatica e la conoscenza profonda del costruttore.

A questo legno sono stati aggiunti ornamenti, on avorio (ormai per fortuna solo di imitazione), corno, argento, ottone nickelato.

E' stata aggiunta una sacca di pelle animale, oppure sintetica, una bella cover in velluto o tartan, ed ecco completato il nostro stupendo strumento.

Ora è nostro e lo suoniamo con grande soddisfazione. Ma qualche piccolo "terrorista" mina la salute della nostra bagpipe; il più cattivello e maligno è l'umidità.
Sì, proprio l'umidità che emettiamo dai nostri polmoni quando suoniamo.
Questa, passando attraverso la sacca, si accumula su ance e dentro le canne. Quando terminiamo la nostra sessione di suono, e riponiamo lo strumento l'umidità che nel frattempo si è condensata all'interno della cornamusa, comincia lentamente ad evaporare.

Però l'umidità del nostro fiato non contiene soltanto acqua, ma porta con sè una nutrita famiglia di batteri, che depositandosi insieme alla condensa all'interno dello strumento trova "casa" e lì si mette a lavorare.

Dunque, i problemi legati a questo continuo processo di "infestazione" del nostro strumento, sono quindi di due tipi: meccanico e chimico.

Il problema chimico è legato appunto alla presenza di batteri nel nostro fiato, che appoggiandosi all'interno della cornamusa, cominciano la loro lenta ma inesorabile opera di corrosione.
Si formano muffe, che sono viceversa molto dannose per la nostra salute e che attaccano il legno corrodendolo.

Il problema meccanico è rappresentato dal fatto che la cornamusa subisce, durante l'uso, un ciclo continuo di riscaldamento e umidificazione / raffreddamento ed evaporazione.

Questi due fattori portano, se non controllati, ad un deterioramento generale dello strumento, e - al limite - alla comparsa di crepe che rendono lo strumento inutilizzabile. E' quindi necessario e vitale provvedere con cura ed amore ad una periodica manutenzione dello strumento.

MANUTENZIONE ORDINARIA GIORNALIERA

Dopo ogni sessione di suono è sufficiente mettere in pratica i seguenti accorgimenti:

  • Smontare la blowpipe e asciugare la valvola con un pezzo di carta da cucina.
  • Soffiare energicamente dentro alla blowpipe per rimuovere le gocce di condensa del nostro fiato.
  • Lasciare la cornamusa montata e fuori dalla sua custodia (è anche un bell'oggetto, quindi..) con la blowpipe smontata a parte.

L'aria che entra nella sacca e circola nello strumento sarà sufficiente ad asciugarlo in modo lento e progressivo, senza il pericolo di crepe.

MANUTENZIONE ORDINARIA MENSILE

Una volta al mese, nei luoghi più caldi e secchi, o ogni due mesi nei luoghi freddi e umidi, è necessario provvedere ad una regolare manutenzione dello strumento:

  • Smontare tutte le canne, e verificare che sulle ance non si siano formate muffe. Nel caso doveste vedere tracce verdastre sulle ance di canna, è sufficiente immergerle per qualche istante in un bicchiere d'acqua pura in cui avrete disciolto qualche goccia di normale candeggina. Asciugatele poi con molta attenzione e cura con una foglio di carta da cucina e lasciatele asciugare definitivamente in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore.
  • Osservate con cura all'interno delle singole canne, aiutandovi con una lampada posta all'altro capo della canna stesso, come guardando attraverso un cannocchiale. Verificate che non ci siano tracce di sporco, polvere, seasoning (se usate sacche in pelle). Se trovate tracce estranee rimuovetele con un batuffolo di cotone (non cotone idrofilo per disinfezione in quanto lascerebbe inevitabilmente dei pelucchi all'interno) pulito a cui avrete avvolto attorno uno spago lungo più della canna da pulire. Fate scendere il filo attraverso la canna, afferratelo quando fuoriesce dal lato opposto a quello in cui l'avete infilato, e tirate, trascinando così il batuffolo lungo tutta la lunghezza della canna (v. schizzo sotto).

  • Verificate la sacca, rimuovendo con gentilezza la cover di velluto o tartan e verificate che non ci siano tracce di piegature anomale, o peggio di crepe. Se disponete di una sacca con zip (cerniera-lampo), aprite la cerniera e controllate l'interno della sacca. Verificate l'assenza di muffe che, solitamente, si presentano come macchie scure. In caso ve ne fossero, pulite con cura l'interno della sacca sintetica con una spugna inumidita di acqua e della solita piccola quantità di candeggina (che, avrete capito, è un potente antimicotico). Lasciatela asciugare e, richiudendo lo zip, passate una piccola quantità di grasso al silicone che viene normalmente fornito insieme alla sacca sintetica.
  • Se possedete una sacca di pelle (sheepskin, hide) smontate comunque la cover e procedete ad una accurata ispezione verificando l'integrità delle legature degli stocks e della pelle. Chiudete tutti gli stocks con tappi di sughero di misura appropriata tranne la blowpipe. Soffiate nella blowpipe e gonfiate la sacca. Verificate che non ci siano fughe d'aria nè dalla valvola della blowpipe, nè dalle legature o dalla cucitura della sacca. In caso vi fosse qualche piccola perdita, procedete ad effettuare un seasoning, come spiegato al punto successivo.
  • Pulite con cura le parti esterne del legno con un panno lievemente umido, ed eventualmente le parti in metallo con un panno a microfibra.
  • Rimontate lo strumento con cura ed attenzione.

Queste costanti ed amorevoli cure e attenzioni preverranno da brutte sorprese e ci permetteranno di godere del nostro strumento per tutta la vita.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Il termine stesso dice che questo livello di manutenzione va effettuato a seconda dell'intensità d'uso dello strumento, e comunque almeno una volta all'anno.

Oltre alle operazioni spiegate nel punto precedente (manutenzione mensile), provvedete a:

  • Oliare l'interno delle canne (sì, anche se non è un fucile, la cornamusa va oliata) poichè l'African Blackwood è un legno resinoso, che a lungo andare per l'effetto della condensa tende a seccarsi, con il pericolo di crepe. Utilizzate il metodo spiegato nella sezione precedente (batuffolo di cotone e spago), ma questa volta intingete il batuffolo in un olio da ebanista (olio paglierino) o meglio ancora in olio da oboe/clarinetto (olio di mandorla) che potete trovare presso i migliori negozi di strumenti musicali. Ripassate un altro batuffolo pulito per rimuovere eventuali eccessi d'olio e fate asciugare e assorbire l'olio per una notte intera prima di rimontare lo strumento
  • Pulite e lucidate la parte esterna delle canne in legno, utilizzando un panno morbido imbevuto in cera liquida da ebanista/restauratore. Questa cera è pura cera d'api e va utilizzata con molta parsimonia. Lasciate asciugare la cera per un'oretta e lucidate il legno utilizzando una spazzola da scarpe nuova e pulita, in modo da penetrare tutti gli interstizi e le rifiniture (combing e beading).
  • Pulite le parti metalliche con un buon prodotto liquido per la pulizia dei metalli non argentei. NON utilizzate il famoso Sidol, in quanto lascia una patina bianca che può rovinare il legno se, inavvertitamente, ne andasse un poco su di esso.
  • Pulite il finto avorio o il corno con un panno umido d'acqua e basta. In realtà è una resina che potrebbe reagire male a detersivi o altri prodotti chimici.

RIPONIMENTO DELLO STRUMENTO

Durante l'utilizzo quotidiano lasciate lo strumento montato all'aria libera, in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore quali termosifoni, finestre, stufe in inverno e lontano da flussi di aria condizionata d'estate.
Tra una sessione e l'altra di suono, smontate solamente la blowpipe, asciugando l'inevitabile saliva che si condensa sulla valvola. in questo modo l'aria entrerà nella sacca provvedendo ad asciugare lo strumento in modo lento e progressivo.
Quando dovete trasportare lo strumento, utilizzate o le apposite valigette o una valigetta di alluminio da elettricista, che potete acquistare per poche decine di euro da un supermercato fai-da-te o in ferramenta.
Smontate con cura i drones e riponeteli avvolti in un panno morbido per evitare di sfregarli uno contro l'altro. Non smontate il chanter ma ripiegatelo insieme alla parte inferiore dei drones e alla blowpipe in modo da evitare schiacciamenti, soprattutto del chanter che, se di legno, è estremamente fragile e delicato nella parte più sottile.

Infine, non lasciate mai lo strumento in auto, soprattutto d'estate, dove le temperature raggiungono livelli elevati, pena la reazione del legno che potrebbe spaccarsi o piegarsi !
Allo stesso modo non lasciate mai lo strumento al sole diretto, ma appoggiatelo in ombra.

SEASONING (SACCA DI PELLE)

Se utilizzate una sacca di pelle animale (Cowhide, Sheepskin etc.) vi troverete a dover periodicamente effettuare una particolare operazione detta seasoning per mantenere l'impermeabilità della sacca e proteggere il suo interno dalle muffe.

Per fare questo, smontate tutte le canne, chiudete le medesime con i soliti tappi di sughero e introducete dallo stock del chanter una quantità pari a circa 150 cc di seasoning. Questo composto è disponibile presso The Celtic Store (Vedi articolo) e consiste in una miscela di cere, composti disinfettanti e impermeabilizzanti che va lievemente scaldata a bagnomaria per renderla fluida e versata quindi nella sacca.

Chiudete bene anche lo stock del chanter e "impastate" la sacca per fare si che il composto raggiunga tutta la sua superficie interna. Al termine dell'operazione, togliete di nuovo il tappo del chanter e fate scolare (in un vecchio straccio o nel sacchetto della spazzatura) eventuali residui di seasoning. Lasciate così a scolare la sacca per tutta la notte. Prima di rimontare lo strumento, pulite bene con uno straccio l'interno degli stocks per rimuovere ogni traccia di seasoning dal legno.

 

La pagina è stata visitata 01636 volte


Bagpipes.it® è un sito di proprietà di Pietro Malaguti - Tutti i diritti riservati - Vietata la riproduzione
Via Parisio, 23/A - 40137 Bologna (BO) - Tel. 051 623 8268 - Fax 051 445 2491 - E-mail: bagpipes@bagpipes.it