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Tecnica della Great Highland Bagpipe
La Great Highland Bagpipes è uno strumento composito. Con tale definizione si intende uno strumento realizzato con vari materiali e parti, assemblate tra loro a formare lo strumento intero.
E' uno strumento ad aria (aerofono) a riserva (sacca). E' uno strumento ad ancia. Ancia doppia per il chanter e ancia singola per i drones.
Queste caratteristiche sono comuni a quasi tutti i tipi di cornamuse che, a seconda della zona di provenienza, e della tradizione locale, assumono nomi e particolarità costruttive specifiche. Così in Italia abbiamo: Zampogne, Pive, Surduline, in Bretagna il Binjou, in Galizia spagnola e nelle Asturie abbiamo la Gaita, nei paesi balcanici la Gajda, nei paesi anglofoni la Bagpipe, la Uillean Pipe, e altri tipi minori, in Germania la Dudelsack, in Svezia la Sack Pfifa, in Cecoslovacchia la Duda, in Tunisia il Tulum, e così via a definire una famiglia di strumenti di cui la Great Highland Bagpipe scozzese è l'esemplare maggiormente diffuso nel mondo, quasi "la" cornamusa per antonomasia.
La Great Highland Bagpipe (abbr. GHB) assume la forma che conosciamo, e che vediamo nella foto sotto, nel XVII secolo, con tre bordoni, due tenori di uguale suono, un basso e un chanter con nove fori digitali.
Fino a pochi anni orsono lo strumento era così composto:
- Sacca in pelle di animale (montone, pecora, bovino) conciata, piegata, cucita e impermeabilizzata con vari procedimenti.
- Canne (chanter e drones) in legno pregiato: normalmente in Dalbergya Melanoxylon (Mpingo nella lingua Swahili), un'essenza dura e pressochè priva di venature di origine africana, detta appunto African Blackwood. Oppure in legno locale di albero da frutto (pero, ciliegio) o di quercia.
- Finiture in argento, avorio, altri legni pregiati, osso, corno, ottone.
- Ance in canna (Arundo Donax) di provenienza spagnola, sarda, indiana.
Attualmente alcuni materiali naturali sono stati sostituiti da materiali sintetici per migliorare certe caratteristiche e minimizzare la manutenzione e la "capricciosità" dei materiali naturali, così:
- La sacca di pelle è stata sostituita da sacche sintetiche in diversi materiali, il più comune è il Goretex©, tessuto particolare con cui vengono anche confezionati capi di abbigliamento sportivo, che garantisce perfetta tenuta e impermeabilità all'aria mentre permette la traspirazione dell'umidità contenuta nella sacca. Queste sacche vengono addirittura dotate di un comodo zip (cerniera-lampo) normalmente utilizzato nelle mute stagne dei subacquei, e che permette di accedere all'interno della sacca stessa per manutenzione e pulizia. Precedentemente la sacca di pelle non era accessibile, una volta montata, e questo determinava l'accumularsi di sporco, muffe, e altre amenità simili all'interno, per cui bisognava provvedere ad una noiosa operazione di disinfezione e impermeabilizzazione.
- Alcune parti in legno dello strumento (in alcuni casi l'intero strumento) sono state sostituite da corrispondenti parti in resina chiamata Polypenco o Delrin, materiale plastico duro e sonoro, facilmente lavorabile al tornio, nero come l'African Blackwood. Ne è un esempio tipico la realizzazione ormai sempre più diffusa dei chanter in questo materiale, dal costo minore e dalla relativa stabilità, robustezza ed igiene.
- Ormai le finiture della cornamusa sono in materiale comune, di solito ottone cromato, finto avorio etc. Per l'avorio è normale che sia così dato il giusto divieto di utilizzo dell'avorio vero a difesa degli elefanti. Per il metallo, l'uso dell'argento massiccio è ormai riservato agli strumenti di maggior costo e pregio.
- Anche le ance hanno trovato un loro sostituto tecnologico. Se fino a qualche anno fa tutti i pipers conoscevano l'incubo delle ance in canna, capricciose, sensibili alla temperatura esterna, all'umidità, allo stato di usura, oggi tali problemi sono stati superati dalla tecnologia che ha creato ance, sia per i drones che per il chanter, in materiale sintetico, forse meno romantico, ma decisamente più affidabile. Anche la qualità sonora non si discosta di molto da quella della canna. Certamente, un buon piper conserva sempre per se una set di ance in canna per usi esecuzioni di qualità.

Nella foto, osserviamo una Great Highland Bagpipes di McCallum come si presenta oggi: ottimo legno di African Blackwood combed & beaded (lavorazione tipica con rigature regolari dei drones), chanter in Polypenco, ance e sacca sintetica.
Ora, andiamo ad analizzare nel dettaglio ogni singolo componente della cornamusa scozzese:

Chanter in Polypenco marca McCallum, ottenuto per lavorazione monolitica (è un solo pezzo) di questa resina dura e sonora.

In questo particolare del chanter, vediamo la parte superiore. la parte più stretta, viene rigata al tornio per permettere di avvolgervi con sicurezza la canapa gialla (yellow hemp) che permetterà una perfetta tenuta all'aria del chanter nel suo stock.

Qui vediamo la parte terminale del chanter, detta sole che è quella parte più larga che di fatto protegge il chanter che è conico e aiuta il suono a migliorare.

Uno sguardo alla parte superiore del chanter, quella che va innestata nella sacca, o più precisamente nello stock che è fissato alla sacca. Vediamo il foro d'alloggiamento dell'ancia doppia.

Ed infine, il chanter con l'ancia innestata nel suo alloggiamento.

Qui vediamo la parte terminale della blowpipe, la canna di insufflazione attraverso la quale il piper immette aria dalla bocca nella sacca. Oltre alla canapa gialla, vediamo la piccola valvola in teflon che assicura che l'aria in pressione nella sacca non ritorni nella bocca del piper.

La parte terminale superiore della blowpipe, cioè quella che va in bocca al piper. Normalmente suggerisco di mettere un piccolo pezzo di tubo di gomma trasparente, sia per migliorare la presa labiale e dentale della blowpipe, sia per un fatto igienico, sia per preservare il terminale della blowpipe dal "masticamento".

Ed infine, ecco come si presentano le varie canne smontate dai loro stock, con le relative ance (in questo caso tutte di canna) e come vanno montate nei drones e nel chanter.
Preparazione dello strumento
Ben poco c'è da dire, oggi, riguardo alla preparazione della cornamusa, poichè ormai, quando lo strumento arriva dal fornitore è generalmente già pronto per essere utilizzato.
Dobbiamo innanzitutto installare le ance.

Quasi tutte le cornamuse arrivano già dotate di ance sintetiche come le famose EzeeDrones della Pipe Dreams o le rinomate MG Reeds di McCallum.
Queste ance non richiedono altra operazione che essere inserite nei drones, alla base dei medesimi, per essere utilizzate.
Tutte queste ance sono dotate di vite di regolazione per fare si che i drones suonino accordati nella identica posizione, evitando così di vedere ad esempio, i due drones tenori che, pur emettendo lo stesso suono, sono regolati su altezze diverse.

Qui sono illustrate le ance per chanter della Pipe Dreams, le rinomate EzeePc in canna che arrivano già pronte all'uso.
Il difetto principale, infatti, di tutte le ance in canna, soprattutto per chanter, è che di norma devono subire un periodo di "rodaggio" prima di essere al massimo della loro efficienza.
Le EzeePc risolvono questo problema, giungendo al piper già rodate e pronte all'uso. Ciò si paga con un costo lievemente superiore.

Se poi vogliamo toglierci la maggior parte dei problemi, compresi quelli legati alla sensibilità delle ance alla temperatura, all'umidità, all'usura, allora possiamo acquistare le ance sintetiche per chanter di Hughes & MacLeod, le cosiddette Clanrye.
Si è molto detto sulla qualità di queste ance, criticandole per il suono non attraente.
Io, personalmente, le uso da molti anni e le trovo estremamente semplici e pratiche, nonostante il prezzo decisamente elevato. Hanno però una stabilità e una durata enormemente superiore alle ance in canna.
L'unico difetto che posso attribuire a tali ance è di avere un suono leggermente più "stridente" rispetto alle corrispondenti in canna. E' un costo che pago però volentieri in cambio di una praticità unica.
Verifica della tenuta d'aria
Una importante verifica che dobbiamo fare prima di iniziare a suonare lo strumento è la perfetta tenuta d'aria di tutte le giunture che afferiscono alla sacca.
Per fare questo è sufficiente procurarsi alcuni tappi di sughero del diametro corrispondente a quello degli stock.
Smontiamo chanter e drones, e tappiamo i relativi fori con i tappi di sughero, mantenendo la blowpipe al suo posto.
Insuffliamo e gonfiamo la sacca verificando la perfetta tenuta dei tappi.
Il sacco deve mantenere per qualche minuto la sua forma gonfia senza apprezzabili perdite o sibili. E' naturale che dopo alcuni minuti cominci a sgonfiarsi, ma comunque deve tenere perfettamente al gonfiaggio.
Ora siamo pronti a suonare.
La Tecnica del Fiato e della Respirazione
Per molti che si avvicinano per la prima volta alla cornamusa, la tecnica del fiato per ottenere un suono continuo, sembra la cosa più difficile da imparare.
Invece è solo questione di applicare una piccola concentrazione iniziale per apprendere l'automatismo che permette un costante flusso d'aria alle ance.
PER OTTENERE UN SUONO POTENTE E BELLO, NON IMPORTA TANTO LA QUANTITA' DI PRESSIONE QUANTO LA COSTANZA DI PRESSIONE.
NON "PENSATE" AL BRACCIO, "PENSATE" ALLA PRESSIONE COSTANTE.
E' questa una regola d'oro per ogni piper.
Per allenarci ad ottenere un suono costante e non "ondeggiante", procediamo così:
- Sempre con i tappi di sughero montati, togliamo solo quello del chanter e sostituiamolo col chanter stesso. Otterremo così di suonare il chanter con la sacca, senza la preoccupazione dei drones da alimentare, accordare e che, comunque, al momento assorbono attenzione e sforzo.
- Imbracciamo la sacca ed afferriamo il chanter posizionando le dita dell mano sinistra sulla posizione del Mi.
- Diamo tre o quattro belle gonfiate alla sacca in modo da portarla ad una pressione sufficiente a sentire che l'aria sfiata dal chanter, ma senza farlo suonare.
- A questo punto, posizioniamo la sacca sotto il braccio e diamo un'ulteriore bella soffiata per fare partire il chanter.
- Nel momento stesso in cui abbiamo terminato il fiato, mentre inspiriamo per riempirci i polmoni, schiacciamo lievemente la sacca in modo da far fuoriuscire l'aria che deve far suonare il chanter.
- Ricominciamo a gonfiare la sacca mentre, "cediamo" pressione dal braccio per far sì che la sacca torni alla sua condizione di pieno; i pipers scozzesi usano per questo un "trucco mentale", cioè pensano: "blow-off your arm" ossia, "soffia via il tuo braccio".
- Quando la pressione dei polmoni finisce, ricominciamo il ciclo di isnpirazione-schiacciamento, espirazione-rilascio.
Veramente più difficile da dire che da fare.
L'accordatura dello strumento
Come ogni strumento musicale, la cornamusa va accordata per suonare correttamente. Una cornamusa scozzese scordata è quanto di più orribile si possa sentire. Assomiglia (come dicono lassù in Scozia) ad un ..bag full of cats.. ovvero ad un sacco pieno di gatti !!
L'operazione di accordatura dello strumento non è difficile, ma richiede orecchio, attenzione e molta pratica.
Si divide in due accordature: quella del chanter, che di norma si fa una volta per tutte, o quando si cambia ancia, e quella dei drones, che, invece, si fa praticamente tutte le volte che si suona lo strumento.
ACCORDATURA DEL CHANTER
La prima operazione, la più delicata, consiste nell'accordare alla perfezione l'ancia all'interno del chanter. Innestando l'ancia nel chanter (v. fig. sopra) vi sarete accorti che è possibile "piantare" più o meno profondamente l'ancia nella gola del chanter. Questo grazie alla legatura elastica di canapa gialla che si trova alla base dell'ancia stessa. In alcuni chanters (McCallum) la gola del chanter è dotata di una filettatura a vite destrorsa, per cui risulta più facile fissare l'ancia semplicemente "avvitandola" nel chanter.
La caratteristica che ci permette di accordare l'ancia è proprio questa possibilità. Più spingeremo a fondo l'ancia nel chanter, più alto sarà il tono di base del chanter, in generale cioè, la sua accordatura.
Ora, tenendo il chanter staccato dalla cornamusa, soffiamo in esso ponendo le labbra sulla parte nera dell'ancia, e cioè evitando in tutti i modi di toccare con le labbra o con la lingua la parte in canna dell'ancia stessa.
Eseguiamo un La basso e poi un La alto. Le due noe dovrebbero essere all'unisono, a parte la differenza di ottava, naturalmente. Per aiutarci dovremmo usare un piccolo accordatore elettronico tipo Korg, che ci permette di valutare alla perfezione l'accordatura della cornamusa.
Sintomo: Il La alto è stonato verso il basso (calante) rispetto al La basso e ai drones.
Rimedio: L'ancia è troppo "bassa" e quindi va spinta ulteriormente dentro al chanter.
Sintomo: Il La alto è stonato verso l'alto (crescente) rispetto al La basso e ai drones.
Rimedio: L'ancia va estratta di poco dal chanter o svitata.
Fate attenzione perchè piccoli movimenti corrispondono a cambiamenti cospicui ti tonalità.
ACCORDATURA DEI DRONES
Una volta che abbiamo accordato il chanter, procediamo ad accordare i drones.
Questa operazione può essere eseguita da soli con un po' di pazienza e pratica.
Fate partire la cornamusa e fermate il suono dei bordoni Tenor drone 2 e Bass drone, lasciando che funzioni solo il Tenor drone 1.
Per fermare il suono di una bordone, è sufficiente, mentre esso suona, toccare con il polpastrello della mano destra il foro superiore del bordone da fermare. L'ancia smetterà istantaneamente di vibrare e, chiudendosi, impedirà all'aria della sacca di sfuggire dal bordone stesso.
A questo punto, muovendo in alto o in basso la parte superiore mobile del Tenor Drone 1, cerchiamo di accordarlo all'unisono con il La basso del chanter.
Una perfetta accordatura si ottiene quando il La basso e il La alto suonano all'unisono col chanter. Una ulteriore verifica può essere fatta suonando il Mi del chanter (quinta armonica). Il suono che ne deriva (accordo) dovrebbe essere piacevole ed equilibrato.
Ora, facciamo suonare anche il Tenor drone 2 e, sempre muovendo la parte mobile del drone, cerchiamo di accordarlo al Tenor drone 1 al perfetto unisono.
Per far partire il drone, ci sono due metodi:
- Introduciamo l'indice della mano destra nel foro superiore del drone da far partire e, con un movimento simile a quello che si fa quando imitiamo lo stappare di una bottiglia con la bocca, estraiamo il dito in modo da creare una depressione nella colonna d'aria che rimette in vibrazione l'ancia.
- Allentiamo per un attimo la pressione nella sacca in modo da far ripartire tutti e tre i drones. Fermiamo il Bass drone e facciamo suonare solo i due Tenor drones.
Ci accorgeremo della perfetta accordatura quando sentiremo smettere una specie di "battimento" tipo waa-waa-waa-waa che compare quando i due drones sono QUASI accordati, ma non perfettamente. Quando questo battimento cessa, i due drones sono perfettamente accordati.
Ora facciamo partire il Bass drone con uno dei metodi sopra spiegati. A questo punto suoneranno tutti e tre i drones.
Muovendo la parte mediana del Bass drone, armonizziamolo con i Tenor drones fino a sentire un suono piacevole e accordato.
I bordoni dovrebbero apparire come nella foto sopra, una volta accordati, cioè la parte sottile su cui scorrono i drones (slides), dovrebbe apparire così:
- Tenor drones: circa tre dita di slide a vista. Il ferrule dovrebbe essere all'altezza di una piccola incisione circolare sullo slide.
- Bass drone: circa due dita sullo slide superiore, poco meno sullo slide inferiore.
A questo punto la cornamusa dovrebbe essere perfettamente accordata.
Proviamo ad eseguire una intera scala (dal SOl basso al La alto) per verificare se tutte le note armonizzano bene con i drones.
In caso una o più note siano crescenti (normalmente questo succede con il Fa) mettiamo un piccolo pezzo di nastro adesivo sul foro corrispondente a coprirlo per circa 1/3, per "alzare" un poco la nota.
La Corretta postura nel suonare
Un capitolo importante consiste nell'attenzione che dovremo porre nella posizione che assumiamo quando suoniamo la cornamusa.
La cornamusa scozzese è uno strumento abbastanza "imponente" e va rigorosamente suonato in piedi.
Assumiamo da subito una postura naturale, non contorta (v. foto sopra), il capo rivolto in avanti, il busto eretto e la blowipipe in bocca. Non importa al centro delle labbra o a fianco, dipende dalla combinazione tra statura del piper e lunghezza della blowpipe stessa, o da come ci troviamo semplicemente meglio.
Mentre suoniamo, il Bass drone, deve appoggiare all'orecchio sinistro, abbastanza verticale.
Un buon metodo per trovare una postura naturale è quello di suonare davanti ad uno specchio.
Quando suoniamo, abituiamoci a soffiare irrigidendo le gote, e non gonfiandole come un rospo; è una buona abitudine che ci farà apparire naturali e non goffi e paonazzi come dovessimo gonfiare il pneumatico di un autocarro con la bocca..

Modo corretto di soffiare nella bagpipe: guance irrigidite.

Anche se la foto a riferimento ad un compianto
campione, Gordon Duncan, vediamo come sia
abbastanza "buffo" un piper che gonfia a dismisura le gote..

E, per finire, questa gentile ragazza, non è certo un gigante,
eppure suona bene la sua cornamusa..
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