Ceòl Beag e Ceòl Mòr, espressioni diverse dello stesso strumento
(Pietro Malaguti - ®2009)
Per comprendere appieno le caratteristiche uniche della cornamusa scozzese è necessario soffermarsi ad osservare quali sono le peculiarità della musica che essa esprime.
Partiamo dalla considerazione che, mentre la cornamusa scozzese è uno strumento concettualmente semplice (una estensione tonale di un'ottava più il settimo grado della ottava inferiore e tre bordoni che suonano all'unisono intonati sulla nota tonica), la musica su di essa espressa è relativamente complessa e si può effettivamente dividere in due grandi filoni: la Ceòl Beag (Gael. = piccola musica) e la Ceòl Mòr (Gael. = grande musica).
I pipers che maturano una certa esperienza sullo strumento solitamente la sviluppano sulla musica formata da marce, balli, melodie e tendono fatalmente ad identificare la qualità dell'esecuzione in funzione di tre fattori principali: il fingering (corretta diteggiatura), la tecnica e la velocità di esecuzione (più sei veloce e preciso e più sei bravo) e infine la qualità del suono (perfetta accordatura, equilibrio dello strumento etc.). Se da un lato ciò è essenziale per essere qualificati ottimi pipers, dall'altro questa tendenza a "gareggiare" solo sugli aspetti tecnici mette in un certo senso in secondo piano quella che a mio avviso è la vera essenza dello strumento, cioè la sua espressività armonica. La cornamusa scozzese è uno strumento che ha una capacità emotiva enorme. Questa capacità viene espressa ai suoi massimi livelli attraverso lo sviluppo di quella musica specifica pensata e scritta per lo strumento. La caratterstica diatonica dello strumento, unita alla monodìa del bordone di accompagnamento fa sì che la esso sia difficilmete adattabile alle caratteristiche cromatiche della musica tonale. Se ascoltiamo alcuni brani anche molto famosi (Scotland the Brave, Amazing Grace etc.) ci accorgeremo di come la cornamusa non riesca a sviluppare un periodo musicale completo e certe note siano decisamente dissonanti con la base monòdica dello strumento. Più avanti vedremo come invece la musica scritta espressamente e solo per la cornamusa scozzese si rapporti con questa base fissa in modo da sviluppare sonorità specifiche.
La Great Highland Bagpipe è caratterizzata da un'intonazione trascritta in scala di La misolìdio maggiore. Ricordo che il modo misolìdio maggiore prevede che il settimo grado della scala sia espresso in bemolle. Perchè dico "trascritta"? Perchè per convenzione la scala della cornamusa viene scritta sul pentagramma come un scala di La maggiore, mentre nella realtà, lo strumento suona in Si bemolle misolìdio maggiore. Dal punto di vista delle frequenze, ricordo che un La di diapason suona a 444 Hz, mentre la tonica della cornamusa (Nota tonica o fondamentale qui è un La trascritto) in realtà suona a circa 475 Hz, posizionandosi così tra un Si bemolle ed un Si naturale.
Ottava di riferimento in Do maggiore - confronto tra le scale maggiore e misolìdia:
Do Maggiore = Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do
Do Misolidio maggiore = Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si bemolle, Do
La caratteristica della tonica a 475 Hz (intonazione) compare solo nel XIX secolo e perdura fino ad oggi. Precedentemente la cornamusa scozzese sembra fosse intonata sul La naturale, ma sempre con la curiosa caratteristica misolìdia. Invece l'estensione misolìdia, se da un lato è caratteristica unica di questo strumento, dall'altro lo rende piuttosto "rigido" e, come dicevo prima, molti brani popolari che sono stati trasposti sulla cornamusa scozzese ad essa si adattano molto difficilmente. Diciamo che la Great Highland Bagpipe non è stata pensata per la musica attuale, invece essa è nata insieme alla musica tradizionale (Ceòl Mòr) che integralmente essa interpreta ed incarna. Per fare un esempio pratico: Un Sitar o un Oud, sono strumenti nati e pensati rispettivamente per interpretare musica indiana e araba. Sì, possiamo suonare anche un bel brano occidentale con questi strumenti, in fondo emettono sempre suoni assimilabili in un modo o nell'altro alla scala e ai modi a noi consueti, ma musica e strumento - invece - sono legati indissolubilmente. Il Sitar è nato per la musica indiana e la musica indiana è interpretata attraverso il Sitar, in un matrimonio indissolubile e difficile da alienare. Così è per la cornamusa scozzese e la sua musica.
Proseguendo nelle considerazioni prima espresse, andiamo a definire le due famiglie di genere musicale che distinguono la Great Highland Bagpipes.
Ceòl Beag
Letteralmente piccola musica, è tutto quell'insieme di brani che afferiscono alla tradizione popolare celtica, ma non solo, e che possiamo riunire come segue:
Airs and Slow Airs
Reels
Jigs
Strathspeys e Hornpipes
Marches
Airs and Slow Airs
Si tratta di tutte quelle arie, ballate, lamenti e altre canzoni di vario tipo melodiche e con caratteristiche spiccate di cantabilità. Solitamente derivano da musiche popolari riadattate e modificate. Generalmente il tempo è di 3 o 4/4 (valzer o cantata).
Amazing Grace, un classico in una versione realmente commovente
Reel
Il reel è una danza di origine popolare celtica in tempo binario (2/4, 4/4 etc.). E' un susseguirsi ripetuto dello stesso tema o frase.
Jig (giga)
Tipo di danza di origine molto antica, diffuso in molte parti d'europa.
Strathspey e Hornpipe
Danza in 4/4 più lenta della Hornpipe.
Marches
A causa della introduzione della Great Highland Bagpipe come strumento militare, ci fu una vera "corsa", nel XIX secolo a riadattare marce militari, generalmente in 2/4 o 4/4, alla cornamusa. Nel repertorio odierno troviamo qualche migliaio di pezzi a tempo di marcia. La più famosa, assurta a vero e proprio inno scozzese è Scotland the Brave.
La scena del film "La Brigata del Diavolo". Mentre un reparto di punizione americano si scambia una grande scazzottata, i canadesi scendono dalla collina a passo di marcia e la banda di cornamuse suona Scotland the Brave. Questa scena, nel 1968, mi fece definitivamente innamorare della cornamusa.
Ceòl Mòr
La vera musica per la Great Highland Bagpipes, la regina delle cornamuse è lei: la Cèol Mòr, la grande musica; solitaria ed ascetica, eseguita da una cornamusa solista.
La grande musica è quella collezione di brani di origine celtica, popolari, spesso nati per il canto o per l'arpa, tramandati fino ai giorni nostri dalla paziente opera di conservazione e di trasmissione orale, anche dopo la ribellione giacobita del 1745-1746, quando la cornamusa era uno strumento reietto e i pipers tramandavano oralmente la musica nelle lunghe notti del nord.
Fino alla scrittura di famosi libri e collezioni quali il Kilberry, che riuniscono centinaia di questi brani tradizionali.
Ognuno di questi brani prende il nome gaelico di Piobaireachd (pron. pii-brokh) che vuole dire suonare la cornamusa.
Il Piobaireachd è nato e vissuto nell'isolamento dell Highlands, lontano dalla musica europea, intatto per centinaia di anni.
La modalità è pentatonica, il che permette di sfruttare al meglio la scala a temperamento armonico che si deve giocoforza adattare alla monotonia dei drones, i bordoni, che emettono sempre insistentemente la nota tonica.
E' la lingua gaelica, trasposta in musica.
Cos'è il Piobaireachd. E' di fatto un brano la cui base melodica è appunto molto semplice, quasi banale. Questo tema è detto Urlar (o Ground in inglese).
A questo tema semplice e un po' malinconico, il piper fa seguire una serie di variazioni codificate secondo due modalità precise: il Taourluath e il Crunluath.
La sequenza delle due variazioni può essere modificata, ma la struttura base del brano resta sempre: tema-variazioni-tema, facendolo di fatto assomigliare molto alla struttra del brano jazz.
Talvolta è consentito al piper di poter inserire nel Pioabireachd alcune sue proprie variazioni a mo' di cadenza.
Queste variazioni possono raggiungere grande difficoltà esecutiva, sia per l'attenzione che il piper deve porre nel non "perdere" il tema fondamentale, sia per l'alto e sempre più complesso e articolato numero di abbellimenti, alcuni dei quali possono essere veri rompicapo. Pensate che un abbellimento quale in Crunluath a' Mach possiede ben sette note da interporre velocissimamente tra le due note che compongono la melodia !!
Alcuni altri abbellimenti hanno nomi onomatopeici come Hindari, Hiodari, Chebare, Horori.. essi ricordano al piper il particolare suono emesso con quell'abbellimento, e derivano il loro nome dalla tecnica imitativa del Canntaireachd, il modo di imitare la cornamusa con la voce; ciò che ha permesso alle donne di tramandare ai giovani pipers brani altrimenti oggi perdut per sempre.
Se poi consideriamo che il Piobaireachd non è un brano di per sè di facile comprensione, vedremo che la corretta esecuzione di uno di questi è determinata dai seguenti fattori:
- Perfetta comprensione del brano
- Assoluta padronanza tecnica della cornamusa
- Perfetta esecuzione degli abbellimenti
- Cognizioni musicali avanzate sulla capacità di improvvisare
- Senso del suono e della poetica dello strumento
Tutto questo serve a spiegare l'insita difficoltà della Great Highland Bagpipes che permette elevate performaces artistiche, a patto di affrontare lo studio dello strumento con serietà e convinzione e, ancora di più, con amore.
Il Piobaireachd, quindi, rappresenta il vertice espressivo della cornamusa scozzese e non è certo una pratica da affrontare senza la necessaria preparazione tecnica e spirituale.
E' una notte nera e il vento soffia freddo e umido dalla brughiera verso il mare del nord; di giorno grigio come ferro liquido, adesso, di notte, invisibile e pauroso, come le bocche dell'inferno.
Dal villaggio di pietra scura e tetti di paglia, alcune donne guardano verso la collina dove un grande falò sta ardendo; la sua luce rossastra si riflette sulla nebbia sovrastante creando un gigantesco alone di luce soffusa.
Là, in alto, alcuni guerrieri highlanders si stagliano sullo sfondo cremisi; fermi in piedi accanto ad un tumulo di terra fresca. Tengono in mano le Claymore; grosse spade, con la punta appoggiata a terra, in segno di profondo lutto.
I capelli lunghi e sudici incorniciano facce scure ancora macchiate del sangue e del fango della recente battaglia. Stanno in silenzio, gli sguardi fissi ad un orizzonte invisibile, là dove si trova la Nona Onda.
Il loro capo è morto durante la notte per le ferite riportate in battaglia: profondi squarci al ventre che neppure il druido del villaggio ha potuto curare.
D'un tratto alto e lugubre, selvaggio e solitario, si alza il suono della cornamusa.
Il piper, un piccolo pitto dalla carnagione scura e lucida, intona una lenta e mesta melodia. Sembra quasi un lungo e straziatnte lamento che esca dalle viscere della terra per rivolgersi verso il cielo plumbeo. Sembra una richiesta di pietà verso il Divino; per quel grande uomo che in vita li ha comandati tutti, in pace e in battaglia.
Domani al suo posto ci sarà suo figlio, un giovane alto e possente, dagli occhi chiari come il ghiaccio, rosso di capelli e di carnagione che adesso, in ginocchio, prega davanti al tumulo con gli occhi pieni di lucide lacrime e il cuore pieno di lucida vendetta.
La cornamusa sembra parlare per lui; un lungo urlo per chi non c'è più. Dopo una prima frase, il piper comincia un tormentoso e sempre più urgente richiamo al tema iniziale; quasi una litanìa ossessiva, un ripetersi ipnotico di frasi, il doloroso ripetersi di una domanda, bruciante come le ferite, insistente come il dondolarsi nella preghiera al Dio del giovane figlio di questo capo che è appena morto. Note sempre più veloci per sottolineare il dolore che sgorga come un fiotto dal cuore e dal cervello in un parossistico susseguirsi di frasi brevi e continue che danno sfogo alla rabbia.
Poi, come sempre succede, lo sfinimento prende il posto di tutte le altre sensazioni.
E anche il lungo brano ritorna sul suo tema iniziale: lento esemplice, quasi il segno dell'addio. Per sempre.
L'ultima nota si spegne e resta solo il crepitare del fuoco e l'ululare minaccioso del vento.
Bagpipes.it® è un sito di proprietà di Pietro Malaguti - Tutti i diritti riservati - Vietata la riproduzione
Via Parisio, 23/A - 40137 Bologna (BO) - Tel. 051 623 8268 - Fax 051 445 2491 - E-mail: bagpipes@bagpipes.it